Personaggi famosi nati in India…

ma di origine britannica


Vi avevamo lasciato con la lista dei personaggi famosi nati in India, ma c’è molto di più! Venite con noi a scoprire le personalità nate nel nostro magnifico paese, ma non di origine indiana.

Vi avevamo lasciati con la promessa di ritrovarci e raccontarvi la storia di altre personalità famose: celebrità britanniche, ma nate in India! Ed eccoci qua, pronti a farvi scoprire altre vite affascinanti. Per prima cosa, una doverosa, brevissima, premessa storica che abbiamo già visto in altre occasioni, ma che vogliamo ricordarvi: verso la metà del 1700 la Gran Bretagna, un poco alla volta, si impadronì dei territori indiani, fino a imporvi il proprio dominio nel 1876, quando la regina Vittoria venne proclamata imperatrice delle Indie. La lotta per l’indipendenza, portata avanti fra gli altri da Gandhi, si concluse nel 1947, con la dichiarazione d’indipendenza, che portò, nel 1950, alla proclamazione della repubblica e alla promulgazione della costituzione. Non deve stupire, quindi, che molti personaggi britannici siano nati sul suolo indiano: erano moltissimi i sudditi della corona che vi si erano trasferiti, sia per motivi politici che commerciali, portando con sé famiglie, usi e costumi.

Vediamo quindi finalmente quali sono, questi personaggi! 

Rudyard Kipling

Scrittore, nasce a Bombay il 30 dicembre 1865; il padre, professore di scultura e arte vasaia, si era trasferito in città con la moglie per dirigerne la scuola d’arte. I racconti di Kipling, ricchi di avventure, di natura selvaggia, di scienza e fantasia, sono il frutto di una vita vissuta a cavallo fra India e Inghilterra, di lunghi viaggi per mare e di esperienze di tutti i generi. Il piccolo Rudyard viene mandato infatti, a soli sei anni, in Inghilterra, da alcuni lontani parenti, per frequentare le scuole primarie. Un’esperienza terribile e infelice, fatta di punizioni fisiche e psicologiche tali da lasciare segni non solo sull’animo del ragazzo, ma anche sul corpo, compromettendone la vista. Alla fine del college, dopo aver visto sfumare le sue possibilità di entrare a Oxford, fece ritorno prima a Lahore, per diventare caporedattore di un piccolo giornale locale, e poi a Bombay. I suoi viaggi erano appena iniziati: la vita lo porterà in Birmania, Cina, Giappone e Corea; tornerà a Londra, per poi ripartire e sposare, nel 1892, l’americana Caroline Starr Balesteir. I due vivranno negli Stati Uniti per quattro anni, durante i quali Kipling scriverà forse il più famoso dei suoi romanzi, Il libro della giungla, per poi tornare in Inghilterra. Pensate che le sue avventure siano finite? Neanche per idea.
Dal 1898 inizierà i suoi viaggi invernali in Africa, e le sue produzioni letterarie divennero sempre più consistenti, portandolo ad essere un autore molto conosciuto e rispettato: nel 1907, a soli 41 anni, Kipling vince il premio Nobel per la letteratura per Il libro della giungla. Il più giovane di sempre! Kipling morirà nel 1936, dopo una vita fatta di viaggi, letteratura, avventure, un autore che ha lasciato il segno nell’immaginario collettivo, e che ha influenzato a fatto sognare moltissime persone, sia grandi che piccini.

Vivien Leigh

Tara. A casa, a casa mia. E troverò un modo per riconquistarlo. Dopotutto, domani è un altro giorno.” Si conclude così uno dei film più famosi di sempre, Via col vento (1939), con la giovane Rosella O’Hara che guarda, animata dal suo indomito spirito combattivo, la sua amata Tara. Ad interpretarla è l’attrice Vivian Leigh, ruolo che le varrà l’Oscar come migliore attrice nel 1940 e che la consacrerà nell’olimpo di Hollywood (nonostante lei si definisse un’attrice, e non una star del cinema, preferendo di gran lunga la carriera teatrale).

Vivien nasce a Darjeeling, nel novembre 1913 (il padre era un ufficiale della cavalleria britannica di stanza nell’Impero indiano). Il suo incontro col palcoscenico avvenne molto presto: alla tenera età di 3 anni infatti fece il suo debutto sulle scene recitando nel gruppo teatrale amatoriale della madre. La passione per la recitazione sarà così forte che Vivien frequenterà la Royal Academy of Dramatic Art a Londra.

Nel 1932, giovanissima, l’attrice convolò a nozze per la prima volta con l’avvocato Herbert Leigh Holman; il matrimonio tuttavia non avrà vita lunga: nel 1937, quella che era una semplice amicizia, si trasformerà in una storia d’amore epocale (e in un sodalizio anche professionale): Laurence Olivier, attore e regista, entrerà per sempre a far parte della sua vita. I due, malgrado i rispettivi coniugi negassero loro il divorzio, iniziarono a convivere e riuscirono a sposarsi solo nel 1940.

La carriera di Vivien Leigh si dividerà fra cinema e teatro, con successi incredibili come quello di Un tram che si chiama desiderio, portato in scena prima a teatro e poi nella trasposizione cinematografica, accanto all’attore Marlon Brando, che le valse, nel 1952, il secondo Oscar come migliore attrice. 

I problemi di salute dell’attrice, purtroppo, furono così gravi da costellarne tutta la vita, creandole non poche difficoltà: il disturbo bipolare, la depressione, una tubercolosi mal curata (che la porterà alla morte nel 1967, a soli 53 anni), la accompagneranno ovunque, dentro e fuori dal set. Pare che, ai medici che le stavano visitando poche ore prima di morire, alla domanda se ricordasse il proprio nome, la Leigh rispose “Ma certo! Il mio nome è Blanche Dubois.”, il nome del personaggio che aveva interpretato in Un tram che si chiama desiderio, e col quale aveva creato un legame morboso e inscindibile. 

Due storie diverse, due personaggi affascinanti, due vite ricche di avventure, che speriamo vi abbiano fatto un po’ sognare.

Noi vi aspettiamo su questi schermi per altre storie meravigliose, e nel nostro ristorante per assaggiare le nostre deliziose ricette!

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