Haveli vince il Premio MangiaeBevi per il miglior ristorante etnico di Firenze


Cala il sipario sull’edizione del Premio MangiaeBevi 2020 e Haveli si aggiudica la vittoria come miglior ristorante etnico di Firenze. Una notizia che ci rende orgogliosi e che ci riempie di soddisfazione, visto l’anno a dir poco particolare che abbiamo passato. Una soddisfazione che arriva quasi inaspettata, in un momento certo non facile per la ristorazione in generale. Il 2020 è stato anche l’anno del 20esimo anniversario del ristorante, l’indiano attivo da più tempo a Firenze e uno dei locali di cucina etnica più conosciuti nel capoluogo toscano.

La storia

Il Premio MangiaeBevi nasce nel 2017 in sostituzione e naturale evoluzione della guida MangiaeBevi, con l’intento di dare un riconoscimento e la giusta gratificazione a quelle attività di ristorazione e a quegli operatori del settore che hanno saputo distinguersi durante il corso dell’ultimo anno. L’iniziativa ha l’obiettivo di contribuire ad accendere i riflettori sulle eccellenze e sui professionisti della ristorazione in tutta Italia. Ogni anno perciò viene indetto un concorso che coinvolge ristoratori, ristoranti e produttori del territorio delle principali città italiane.

L’edizione 2020

L’edizione del 2020 è stata, per ovvi motivi, un’edizione molto particolare. Si è svolta infatti esclusivamente online e con lo scopo di premiare le realtà che nel corso dell’ultimo anno hanno saputo reagire con ostinazione alle difficoltà e si sono ingegnate per continuare a mandare avanti le proprie attività, seppur con ingenti sacrifici. Un gruppo di autorevoli giornalisti ed esperti del settore enogastronomico ha selezionato le attività più rappresentative per Milano, Roma, Napoli, Torino, Firenze e Palermo. Ciascuno di loro ha presentato cinque nomination per ognuna delle 16 categorie previste. I lettori di MangiaeBevi sono stati chiamati poi a votare il ristorante preferito per ciascuna categoria.

La giuria

La giuria di esperti chiamata a proporre i ristoranti che si sono maggiormente distinti nel 2020 a Firenze era formata da: Chiara Aiazzi (Identità Golose), Tommaso Baldassini (TuscanyPeople), Anna Balzani (Florence is you), Federico Bellanca (Beverfood), Raffaella Galamini (Agrodolce), Marco Gemelli (Il Forchettiere), Giacomo Iacobellis (FUL – Florence Urban Lifestyle), Masakatsu e Manami Ikeda (SaporitaWeb), Luca Managlia (Gola Gioconda), Paola Mencarelli (GamberoRosso/Florence Cocktail Week), Anonio Sorvillo (FirenzeToday), Niccolò Tozzi (Firenze Spettacolo). Il ristorante Haveli si è aggiudicato il primo premio della categoria Miglior ristorante etnico sia dal pubblico che dalla stampa.

Take away e Delivery:

Durante il periodo del lockdown, nella primavera del 2020, ci siamo trovati di fronte a due possibilità: tenere il nostro ristorante chiuso e aspettare trepidanti la riapertura, oppure trovare un modo per andare incontro ai nostri clienti, dando loro la possibilità di gustare i piatti della nostra cucina indiana anche a casa. Per questo ci siamo subito attivati per organizzare il servizio da asporto e la consegna a domicilio gratuita: due elementi fondamentali che ci hanno permesso di continuare a lavorare e soprattutto di soddisfare i desideri degli appassionati di cibo etnico. Forti di questa esperienza, abbiamo deciso di non smettere e di continuare ad offrire questa possibilità sempre, qualunque sia il colore della zona, che il ristorante sia aperto oppure no.

 

La soddisfazione dei proprietari

“Il premio ci riempie di orgoglio e soddisfazione e ci invita a guardare con ottimismo al futuro”, ha commentato Jyoti Singh, che oltre ad essere il titolare di Haveli è anche chef e rinomato sommelier. La storia del locale comincia da lontano, da ben prima degli inizi del nuovo millennio, quando ha aperto in Viale Fratelli Rosselli. È una storia fatta di passione per la cucina, ma anche di fatica, difficoltà e integrazione. 

“Quando io e mia moglie Rubel siamo arrivati in Italia e in questa città era il 1993 – aggiunge -. Avevamo una valigia e il cuore pieno di speranze e sogni. Il più grande di questi era quello di poter aprire un ristorante tutto mio, poiché in India avevo seguito studi alberghieri. In questi anni, lavorando duramente, siamo riusciti a raggiungere il nostro obiettivo e a diffondere le ricette del Punjab, di cui siamo originari, e di tutta l’India”.

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